Una “Giornata senza pretese” a passo di bambino

Bisognerebbe farlo come fosse una cura. Una volta al mese dovremmo tutti trascorrere una giornata “senza pretese”. Come dice quella bellissima canzone Vinicio Capossela “stiamo qua, soli qua, ad aspettare la sera”. Dovremmo sforzarci di rallentare. Adeguarci ai ritmi dei nostri figli, metterci al loro livello. Niente orari, niente corse, niente “Dai, andiamo”, niente “Adesso non riesco ho da fare”. Noi siamo riusciti a viverla una giornata così, senza programmarla. È semplicemente successo, quando abbiamo deciso di andare a trascorrere il sabato nella nostra vecchia casa, da cui ci siamo trasferiti quando Francesco aveva poco meno di 2 anni. Una piccola casa di campagna col giardino che da un anno a questa parte è disabitata. Oggi è praticamente vuota, aspetto questo che si è rivelato un ottimo esercizio per capire di che cosa davvero hanno bisogno i nostri bambini, e anche noi, per essere felici.

E così abbiamo trascorso una giornata fatta di nascondino, con lei non sa contare ma conta lo stesso, di partite di pallacanestro dove il canestro è un secchio attaccato al muro (il massimo che siamo riusciti a inventare!). Siamo stati minuti su minuti a guardare le formiche che fanno su e giù sul tronco di un albero immaginando storie di vite avventurose da formiche, abbiamo fatto infiniti tentativi di far tirare fuori le corna alle lumache cantando le canzoni (in italiano, in dialetto, in romeno, ma niente!). Abbiamo pranzato in giardino con i piatti di plastica senza pensare a che ora fosse, e lasciando che i bimbi mangiassero con le mani perché c’erano solo 2 forchette. Abbiamo fatto merenda semplicemente quando ci è venuta fame, e l’aperitivo sulla coperta con un sacchetto di patatine e la coca cola. Abbiamo riempito il secchio d’acqua (sempre quello del canestro) e annaffiato le piante, l’erba, le scarpe, poi preparato zuppe con terra, foglie e rametti. Lei ha fatto il riposino sulla coperta sotto l’albero. Lui una lunga passeggiata col papà in mezzo ai campi e ai frutteti, a caccia di lucertole e farfalle.

Noi ci siamo rigenerati, loro divertiti tantissimo. Ma soprattutto questa giornata ci è servita per ricordarci, perché troppo spesso le nostre vite ce lo fanno dimenticare, quanto basta poco per stare bene. Basta fermarsi un attimo e stare insieme. Facciamolo più spesso!

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