Sono una mamma, non sono una santa!

Sono una mamma che perde la pazienza. E urla.

Ho anche comprato il libro. “Perchè urlare non serve, ecc ecc ecc”. Ancora non l’ho letto, non ho avuto tempo. Forse perchè non ho comprato anche quello su come organizzarsi per avere più tempo per se stesse. Però ce l’ho sul comodino, e sinceramente mi aspetto grandi cose. Tipo quel libro che ha fatto smettere di fumare mezzo mondo. Allo stesso modo io smetterò di urlare.

Mettiamo ad esempio che il teppista si debba vestire, da solo, e io gli ripeta per 36 volte “amore per favore metti la maglietta”, e lui invece di mettere la maglietta continui a giocare, disegnare, saltare, cantare. La mamma da manuale non minaccerebbe di restituire tutti i giochi a Babbo Natale, di non portarlo mai più in edicola, alle feste di compleanno, al parco, o di vietare i cartoni fino alla maggiore età. La mamma da manuale, pur essendo in un ritardo astronomico, lo abbraccerebbe e con dolcezza gli chiederebbe per la 37 esima volta di mettere la maglietta. Veramente. E senza aver assunto droghe, né bevuto litri di camomilla.

E poi la mamma da manuale non sarebbe neppure in ritardo. Avrebbe perfettamente organizzato la giornata, preparato la colazione per tutti, i vestiti pronti dalla sera prima. Nell’armadio suo marito avrebbe a disposizione un fila di camicie stirate e lei outfit abbinati pronti da scegliere (che tra l’altro le starebbero benissimo perché in perfetta forma). Io invece vado a caccia ogni mattina, nella giungla dei miei armadi, di qualcosa che non sia da stirare e che ancora mi entri. Tiro fuori roba e la lancio sul letto. E il più delle volte la lascio anche lì. Spesso e volentieri è mio marito a stirarsi la camicia al mattino, perché nell’armadio già stirate non ce n’è.

Non ho un menù della settimana, decido cosa fare per cena infilando la testa nel frigo e cercando l’ispirazione. E, confesso, a volte lancio nel forno una pizza surgelata oppure i bastoncini findus. E ultimamente ho scoperto anche il brodo pronto. Tiè.

Non ho sempre voglia di costruire astronavi o robot, mettere a nanna peluche, fare la lotta, leggere libri o fare puzzle. A volte preferisco mettermi a pulire il bagno e, con la scusa che sto spruzzando il detersivo, mi chiudo dentro e mi godo 10 minuti di pace.

La notte quando Francesco mi chiama e mi chiede di dormire con lui, gli rimbocco le coperte, gli faccio una carezza e gli dico “arrivo subito, amore, vado a fare la pipì e torno”. Ovviamente non torno, spio da dietro la porta per essere sicura che si sia riaddormentato, e me ne vado a letto.

Se invece si sveglia lei non sto neanche lì a provare a riaddormentarla, me la porto nel lettone e buonanotte.

E poi quando sono stanca del casino che fanno, anche se ancora non sarebbe l’ora, me ne esco con un “che ne dite se ci guardiamo un bel cartone?”. E così li piazzo sul divano a guardare per 756esima volta Masha e Orso, abbracciati, e cucino senza nessuno attaccato alle gambe.

Quando andiamo a mangiare fuori, quelle rare volte perché è più la fatica che il gusto, a Francesco concedo i giochi sul telefono, perché abbiamo diritto anche io e suo papà a 5 minuti in cui raccontarci qualcosa a tavola, senza essere interrotti.

Al parco porto sempre con me una merenda sana ma poi finisce che compro le patatine o il gelato, così gliene rubo un po’.

Quando è ora di portarli via da una serata in casa con amici, oppure di metterli a letto perchè sono stanca io, mi invento che è mezzanotte. Se siamo al parco tiro fuori un bel “guarda, adesso vanno via tutti” che funziona sempre.

Se vede giochi che vorrebbe me ne esco con “amore, c’è scritto che non sono in vendita e poi guarda, costa 2399 euro!!!! (23,99 euro in realtà)”.

Mangio di nascosto le patatine e il cioccolato che a loro ho nascosto, e quando la Marta fa la cozza, che vuole starmi sempre attaccata mentre io ho miliardi di cose da fare, mi snervo e vorrei solo che arrivasse qualcuno a portarla da un’altra parte.

Faccio mille cose sbagliate ogni giorno, vado per tentativi, faccio del mio meglio anche se fare tutto, e bene, è difficile. Cavolo se è difficile, soprattutto quando gli aiuti sono pochi o non ci sono.

Ma una cosa io sono sicura di farla bene. Li amo, follemente. E insegno loro quanto sia bello, e importante, avere confidenza con l’amore e l’affetto. È linfa, energia pura. È quello che ogni mattina quando mi sveglio, e ogni sera quando chiudo gli occhi, mi fa sentire che sto vivendo la cosa più bella del mondo.

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