Il distacco dalla mamma, bene ma non benissimo! 

Con lei è andato tutto bene, l’inserimento al nido a neanche 5 mesi, il mio ritorno al lavoro, le giornate in cui arrivo a vederla alle 18.30 e quelle, poche al mese per fortuna,  in cui arrivo a casa alle 20. 

Mai fatto tragedie.

Al mattino arriviamo al nido e lei, con sorrisi a 20 denti, si butta tra le braccia delle maestre. È una bambina socievole, saluta e sorride a tutti.  

È tranquilla se la lascio con i nonni e adora stare con il papà. 

Fino alle 20.00 di sera.

È l’ora X, dopo la quale,  da qualche mese, a questa parte, scatta la modalità “cozza” e niente e nessuno me la può staccare di dosso.

Mi infila la manina nella maglia, poi la abbassa per liberare il petto,  ci appoggia sopra la guancia e sospira beata. 

Della serie “che sia chiaro, mamma,  che esigo ancora il contatto!”. 

Se il papà fa qualche timido tentativo di avvicinamento, lei ringhia. Non scherzo. Fa proprio un “grrrrrr” che allontana all’istante il malcapitato. 

E così io per circa un’ora (per fortuna alle 21 è già a letto) mi muovo, ceno, vado in bagno, con 11 kg di figlia/koala addosso. 

E, anche se non lo ammeterò mai, forse ha ragione mio marito quando dice che, delle due, la più contenta sono io! 

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