UN POMERIGGIO INSIEME A VAN GOGH

“Questo posto è magico!” ha esclamato più e più volte Sofia, l’amichetta dei miei figli che ci ha accompagnato con la sua famiglia a visitare la Mostra “Van Gogh Alive – The experience” a Bologna.
Basta questo per tradurre le emozioni che trasmette questa esperienza multisensoriale (perché non si può proprio definire “mostra” visto che non sono esposte opere originali ma proiezioni video) che io mi sento assolutamente di consigliare e, a sentire sofia, gradiscono molto anche i bambini (i nostri, nello specifico, andavano da 1 a 6 anni).
A parte l’aria condizionata (di cui ahimè la mostra non è dotata), il pomeriggio non è faticoso, visto che non si tratta di un percorso itinerante, ma di un viaggio virtuale nella vita e opera dell’artista, fatto comodamente seduti su panche e cuscinoni, mentre ci scorre davanti agli occhi (proiettato sulle pareti, sul pavimento, su pannelli sospesi e direttamente sul soffitto di questa chiesa sconsacrata) un flusso ininterrotto di immagini che ci restituiscono la vivacità intellettuale di Van Gogh, i suoi momenti di serenità e quelli di furor creativo, fina al tragico e commovente epilogo, il tutto accompagnato e scandito da una selezione musicale di arie classiche fortemente coinvolgenti.
Così tradotta, questa esperienza potrà sembrare un po’ troppo intellettuale e poco consona ai bambini, soprattutto se discretamente vivaci. E invece, questo luogo in penombra, dove tutto e silenzio, musica e immagini, dove lo sguardo si sposta velocemente da destra a sinistra, dall’alto in basso, cercando di cogliere i vari particolari che si rincorrono, fa in modo che i bimbi siano completamente assorbiti e concentrati, e l’ora di durata della visita vi sembrerà alla fine anche troppo breve.
Certo, non possono essere lasciati a se stessi (come in nessuna esposizione artistica), ma da bravi genitori dobbiamo filtrare e raccontargli in diretta quello che passa davanti ai loro occhi, perché qui non c’è audioguida che tenga, ma c’è solo emozione pura!
Non avete voglia/tempo/capacità di “studiarvi” Van Gogh, e nemmeno la pazienza di adattare linguaggio e contenuti alla portata dei bambini? Basterà seguire queste brevi indicazioni che vi do, come se foste in mostra con me e facessi io da guida ai vostri figli (gli asterischi che troverete sono il commento all’opera che viene proiettata in quel momento) … ci proviamo? 😉
Innanzitutto, in macchina o durante il tragitto a piedi (la mostra è collocata in ZTL) possiamo raccontare ai bambini chi andremo a conoscere, come se gli stessimo presentando un amico, e alcuni spunti molto brevi serviranno poi ad essere richiamati quando avremo effettivamente davanti l’opera. Diremo loro che stiamo andando ad incontrare un pittore molto speciale, che era innamorato dei colori (soprattutto del giallo) e delle persone, ma che spesso era triste perché non aveva tanti amici, e nei momenti in cui si sentiva solo, colori pennelli e tele gli tenevano compagnia. Ecco perché Van Gogh ha prodotto così tante opere!
Entrando nel luogo dell’esposizione, tutti siamo subito attirati dalla ricostruzione a grandezza naturale della famosa Camera da letto (che rende inutile la pannellatura con biografia dell’artista, visto che viene pressoché ignorata…) e qui si può giocare coi bambini a fare il paragone con la propria camera (cosa vedi nella camera di Vincent? ce l’hai anche tu nella tua? cosa manca o cosa c’è in più?) e facendo notare che i mobili sono proprio del colore preferito di Vincent; che aveva il “bagno in camera”, tutto lì concentrato su quel tavolino da toeletta; che i quadri appesi alle pareti li ha fatti proprio lui, così come noi facciamo dei disegni e magari li appendiamo sopra al nostro letto o sul frigo. Insomma, la sua cameretta era per Vincent il luogo preferito della casa, dove si sentiva meno triste e dove si riposava quando era stanco, proprio come noi.
Dopo, si entra nel “posto magico” di Sofia, ovvero la navata unica dell’ex chiesa di S. Mattia, tutta dedicata all’allestimento multisensoriale. E’ qui che si fa la vera “esperienza” di Van Gogh, perché sembra che proprio l’artista in persona da un momento all’altro debba spuntare fuori da uno di quei pannelli.
Scegliete, se sono liberi, i cuscinoni sul pavimento, cosicché i bambini possano assumere la posizione che vogliono e godersi la proiezione da tutte le prospettive. Da qui, parlando sottovoce al loro orecchio, commentate insieme quello che vedete. Ma mi raccomando, non parlategli in continuazione! Lasciate anche che ascoltino la musica e che si concentrino solo sulle sensazioni che suscitano le immagini, senza necessariamente che ci sia una “lezione” dietro; piuttosto date loro dei flash, e poi nel caso saranno loro a chiedere di più (e lo chiederanno, statene certi!).
Si può far notare che le prime opere erano molto scure*, e rappresentavano persone che lavorano, stanche, tristi, sporche… perché lì in Olanda dove lui viveva, era quello che vedeva tutti i giorni aprendo le finestre! Stufo poi di non vedere mai colori, si trasferì* in Francia, dove sembrava ci fosse sempre il sole! Qui riempie le tele di fiori colorati*, di paesaggi, di gente che lavora i campi assolati*, e di ritratti delle persone* che incontra ogni giorno.
Vincent è molto bravo, ma nessuno lo paga per i suoi dipinti… meno male che ci pensa suo fratello Theo a mandargli dei soldi, altrimenti non avrebbe potuto comprare così tante tele e così tanti colori, e realizzare tutte queste opere meravigliose! A Theo, Vincent manda tantissime lettere*, in cui racconta le sue giornate e gli manda anche dei piccoli disegni* di alcune delle sue opere più famose. Gli scrive anche che a volte si sente triste… molto triste, e non sa neanche il perché… In questi momenti esce di notte a guardare le stelle*, e loro sembrano sorridergli, così finalmente sorride un po’ anche lui.
Purtroppo però questo non basta poiché Vincent si ammala, e viene ricoverato in ospedale*. Qui continua lo stesso a dipingere, però sente che sta per succedere qualcosa di brutto, e questa brutta sensazione che avverte la rappresenta attraverso dei corvi che volano su un campo di grano* (rumore di sparo). Proprio qui, infatti, in uno di questi campi, Vincent purtroppo muore.
Noi comunque dobbiamo essere molto felici di aver conosciuto questo pittore, perché ci ha regalato delle opere meravigliose. E se fosse vissuto ancora un po’, chissà quanti altri capolavori avremmo visto oggi in questa mostra!
Adesso a casa, tutti all’opera con Vincent! Procuratevi un libro con molte immagini dell’artista e lasciate che i bambini lo sfoglino in autonomia, provando insieme a vedere se riconoscono qualcuna delle opere proiettate e cosa ricordano. Fogli colori e la loro fantasia faranno il resto!

N.B. La mostra termina il 30 luglio. Altre info su www.vangoghbologna.it

I MIEI PRO
Aperto tutti i giorni
Molto coinvolgente sia per adulti che per bambini
La durata non è eccessiva e non mette alla prova la pazienza limitata dei bambini
Guardare una mostra da seduti è decisamente piacevole e fa passare velocemente l’ora di proiezione
La scelta musicale è meravigliosa e molto appropriata all’associazione delle immagini proiettate in contemporanea

I MIEI CONTRO
Manca l’aria condizionata
Il biglietto è troppo alto, considerando che non c’è nessuna opera originale, e c’è poca differenza tra prezzo pieno e ridotto
Bookshop poco invitante
Spazio molto ampio aperto alla fruizione di poche persone per volta, col rischio che i bambini che restano fuori in attesa, brucino l’entusiasmo sulla soglia d’ingresso
Personale di biglietteria che necessita di corso intensivo di relazioni con il pubblico e cordialità (ma forse questa non si può insegnare…) 

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