Eccomi qui…

Alla fine l’ho fatto. Così, senza pensarci troppo sopra, lo confesso, seguendo l’istinto e azzardando un po ‘. Come ho fatto spesso nella mia vita, probabilmente perché non mi riesce fare diversamente.

Eccomi qui. Volevo scrivere e mantenere una traccia dei pensieri e dei momenti che vivo. Faccio la giornalista e scrivere è il mio mestiere, ma questo tipo di scrittura è diverso. Qui voglio scrivere di me e del mio essere madre. Voglio riderci sopra e prendermi in giro per le paranoie e le pesantezze, ma voglio anche concedermi “il lusso” di essere sentimentale, fifona, piena di dubbi e perplessità. Voglio informare, quando possibile, con notizie che aiutino a fare chiarezza nel caos delle bufale. Voglio parlare con chi fa i salti mortali ogni giorno per essere anche una brava moglie, compagna, amica, lavoratrice, collega, ma anche con chi non ce la fa e perde qualche pezzo per strada, ha la casa che è un disastro, sono mesi che non vede un film intero e non si mette lo smalto chissà da quando. Insomma voglio parlare con chi è semplicemente mamma, come me.

Io, mamma di un adorabile teppista di 4 anni, e di una dolcissima testona di 9 mesi, moglie di Lui, che se non fosse per i limiti che la natura, ahimè, ha posto al genere maschile, sarebbe l’uomo perfetto, sorella di un giramondo, figlia di due coraggiosi, amica di coloro che sanno che io ci sono, sempre e comunque. Mi piace da morire il mio lavoro ma non ci ho pensato un secondo quando, dopo il primo figlio, ho avuto la possibilità di firmare per il Part Time. Amo la musica, parte fondamentale della mia famiglia e della mia vita (ho suonato il violino fino ai 16 anni ed ero pure bravina), adoro la danza (volevo fare la ballerina, lo so è banale, ma è il mio più grande rimpianto non aver seguito questa passione), amo leggere, sarebbe meglio dire “se avessi un po’ più di tempo leggerei tanto volentieri”. Che altro dire di me? Non vorrei che queste righe sembrassero un coccodrillo più che una presentazione. Mi accorgo che non è facile per chi è abituato a raccontare le storie degli altri, raccontare la propria. Oggi inizia un’avventura di cui avevo voglia, senza pretese e senza mete… come diceva una mia amica filosofa dell’aperitivo in centro (che, pare, abbia rubato la frase al povero Parmenide): “se è, è, se non è, non è”

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